BUONE PRATICHE DI SETTING
Quando decidiamo di intraprendere un percorso di terapia psicologica dobbiamo tenere a mente alcune regole di comportamento.
Perché sì, andare da unə psicologə è come andare da qualsiasi altro professionista.
Oggi voglio condividere insieme a voi alcune pratiche di comportamento che richiedo quando si entra nel mio studio.
Le scienze psicologiche insegnano che ogni cosa che facciamo, o che non facciamo, ha ripercussioni nelle nostre relazioni, con se stessi e con gli altri.
L’esperienza professionale maturata, anche grazie al confronto con i miei colleghi, mi suggerisce l’esigenza di esplicitare quale postura mentale e quali comportamenti debbano collocarsi all’interno dello spazio clinico affinché quest’ultimo possa essere pienamente restituito alla sua funzione.
Lo studio infatti non è solo uno spazio fisico, ma è un luogo di riflessione all’interno di cui si lavora sulle nostre strutture mentali, le nostre credenze interiori e le nostre abitudini comportamentali.
Per rendere possibile questo, però, è necessario delineare e condividere i primi confini da riconoscere rispetto a questo luogo, che spesso sono gli stessi che ritrovate anche nella vostra quotidianità.
Ecco allora alcune buone pratiche di cui chiedo il rispetto e la condivisione:
- L’appuntamento va concordato sulla base delle esigenze di entrambə;
- All’inizio del percorso viene firmato il consenso informato a garanzia della privacy e del rispetto di quanto verrà comunicato;
- Il pagamento viene concordato all’inizio e rimane tale per tutto il percorso (ad eccezione di una variazione dello stesso setting clinico);
- Nel caso sia necessario disdire un appuntamento, la comunicazione deve avvenire con il maggiore anticipo possibile in termini di giorni; comunque necessariamente almeno un giorno prima della prevista seduta. Sono altresì ammessi contrattempi senza sovrapprezzi. (Perché questo? Per permettere a qualcun altro di poter usufruire di questo spazio, ma soprattutto perché ha a che vedere con le nostre assunzioni di responsabilità ed organizzazioni quotidiane);
- Qualora l’appuntamento concordato venga disdetto il giorno stesso ciò comporta un’aggiunta al normale prezzo del colloquio di un sovrapprezzo minimo. (Perché questo? Perché la mancata organizzazione sulla comunicazione di disdetta apre l’ipotesi psicologica alla nostra competenza nel saper dire le cose, a saper rispettare lo spazio clinico e la relazione terapeutica).
Augurandoci che questo spazio possa essere d’aiuto per vedere le cose per come sono realmente nella loro nudità ed essere in grado di poter dire a voi stessə: “con me sei al sicuro”.
Un caro saluto e benvenutə
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